La Fan Fiction su Kally & Dante di Kallysmashupitalia



“Kally era appena arrivata in città quando incontrò Dante...”

Quanto tempo era passato da quando questo era accaduto. Sembrava un eternità.
Eppure era successo. Ed erano successe così tante cose dopo... quel momento aveva cambiato la sua vita, era stato l’incontro più importante che avesse mai fatto.
Ma dopo quello che Kally stava per fare, sarebbe stato come se non lo fosse mai stato.


Prologo

Caro Dante, non so più cosa voglio dopo tutto questo tempo.
Dopo che ci siamo separati sono andata a stare da mia mamma e mia nonna. Non sarei riuscita a stare nella tua stessa città, nella tua stessa via e nel tuo stesso palazzo senza guardarti ogni giorno e avere rimpianti su chi e cosa avremmo potuto essere. Sarebbe stato troppo difficile.
Non tornerò, non mi vedrai mai più. Non dopo quello che è successo tra noi: non potrei sopportare tutto quel peso. Credo sia giusto così alla fine: ognuno per la sua strada. Non credi anche tu?
Non so nemmeno perché ti ho scritto questa lettera. Forse solo per confermarti che è finita. Forse solo per confermarlo a me stessa. Perché ancora non riesco a crederci, ancora non riesco a credere che tutto quello che c’era tra noi sia sparito, scivolato via come pioggia tra le dita. Ma è andata così.
Anche se senza di te mi sento persa devo imparare a vivere così, perché so di essere abbastanza forte per sopportarlo. Essere lontani è difficile, ma qui mi sto facendo una nuova vita. Ho nuovi amici, frequento una nuova scuola, suono tutti giorni il piano. Almeno lui non mi abbandonerà mai.
Non come hai fatto tu. Il nostro era un “per sempre”. Già, lo era. E ora non lo è più. Ma alcune cose sono destinate a sparire, dopo tutto. E il nostro amore era una di quelle.
Questo è un addio. Non voglio più saperne nulla di te, perché se non posso averti non voglio pensare alla tua vita senza di me. Quindi anche se io non voglio ricordarti o vederti mai più, tu ogni tanto pensami. Pensa a quello che eravamo. Pensa agli errori che abbiamo fatto. E non ripeterli mai più.
E magari un giorno ci incontreremo, chissà. Ma non mi ricorderò di te.
Quindi addio Dante, sii felice.
Per l’ultima volta,
Kally

Questa è la lettera che ha scritto Kally prima di lasciare la città. Non è più tornata da quel giorno.
Nel frattempo, Dante l’ha ricevuta. Con il cuore spezzato ha continuato la sua vita, seppure con il rimorso di averne perso una parte. Non l’ha mai minimamente sfiorato il pensiero che avrebbe potuto rivederla, non dopo quello che era successo. Non l’avrebbe vista mai più, gliel’aveva promesso lei stessa.
Eppure, le promesse si infrangono...


Capitolo 1

In casa Ponce suonò la sveglia.
Kally era ancora stanca dalla sera prima, quando era andata con i suoi amici ad una festa di rientro a scuola. Una di quelle festa fatte così, a caso, solo perché si ha voglia di stare insieme e ricordare quella estate che non sarebbe tornata più per un bel po’. E lei ne aveva decisamente bisogno, per evitare di ricordare tutto quello che era successo all’inizio di quella estate maledetta che le aveva rovinato le vacanze...
“Kally svegliati, oggi inizia la scuola!”
La voce di sua madre la riscosse dai suoi pensieri. Controvoglia, si alzò e si vestì velocemente, e scese a fare colazione.
La nonna la aspettava nella cucina, con in mano una fetta di pane e marmellata.
“Come va, tesoro? Pronta per il rientro?”
“Veramente no” sorrise Kally, afferrando a volo un toast al burro e correndo in bagno. “Sono in ritardo! È meglio che vada”
Salutò la nonna e la mamma e uscì di casa.
Durante il tragitto, con lo zaino in spalla, si fermò a guardare le foglie cadere dagli alberi e planare sull’asfalto. Erano così belle, con quei colori fantastici e sgargianti...
Arrivò a scuola giusta in tempo per il suono della campanella. Si infilò in classe, prese posto e aspettò l’arrivo dell’insegnante.
“Buongiorno ragazzi!”
Era appena entrato un uomo. Era giovane, sui 25 anni. Giovane per insegnare ad un liceo, a dei ragazzi e delle ragazze di 16 anni come lei. “So che è il primo giorno in questa scuola per molti di voi, ma le novità non finiscono qui. Tra qualche giorno si trasferiranno in città altri due nuovi alunni, e forse saranno in classe con voi! Ora iniziamo la lezione”.
“Ehi” una ragazza sorrise a Kally. “Vuoi sederti vicino a me invece di stare lì tutta sola?”
La ragazza si chiamava Grace. Iniziarono a parlare, e diventarono molto amiche.
Alla fine della lezione si scambiarono i numeri di telefono.
“Ciao, a domani!” Grace uscì dalla classe.
“Beh” pensò Kally. “Non è neanche male, qui. Forse riuscirò a dimenticare...”


Capitolo 2

Quel pomeriggio a Kally suonò il cellulare. Era Grace.
“Hey Kally! Che ne dici se oggi pomeriggio esci con me e con altri miei amici, così te li presento?”
“Sì, perché no! A che ora?”
“Facciamo alle 4? Ti passo a prendere io. A dopo!” Grace riattaccò. A Kally sembrava una buona idea. Finì i compiti, e si preparò ad uscire mettendosi dei jeans e una maglietta elegante, voleva fare una buona impressione. Uscì di casa e si trovò di fronte Grace, impaziente. “Vieni, andiamo!” Si incamminarono verso la piazza, il luogo dell’incontro.
Lungo il tragitto Grace iniziò a parlarle dei suoi amici: “Ci sono Lucy, Kevin, Olivia e Pablo. Sono tutti molto simpatici, te lo assicuro”.
Da lontano intravidero gli amici di Grace, seduti su una panchina. C’erano due ragazze e due ragazzi, uno moro e riccio e uno biondo molto carino. Si avvicinarono e Grace fece le presentazioni.
“Ciao ragazzi! Questa è Kally. Kally, questi sono Lucy, Kevin, Olivia e Pablo”.
“Ciao!” Li salutò Kally.
“È un piacere conoscerti” il ragazzo biondo le strinse la mano, con uno sguardo affascinante. “Sono Pablo”.
“Ciao Pablo” Kally arrossì.
“Sembra che qualcuno abbia fatto colpo” le sussurrò Grace, divertita.
Andarono tutti insieme a comprare un gelato e dopo andarono al parco. “Vado a prendere da bere” disse Grace. “Volete qualcosa?” Chiese a Pablo e Kally, che avevano parlato tutto il tempo della camminata. “No grazie” disse Kally.
“Veniamo anche noi!” Lucy e Olivia le corsero dietro, e Kally e Pablo rimasero soli.
Lui era davvero bello, pensò Kally. Aveva gli occhi azzurri, i capelli chiari e le ciglia scure. Era quasi bello come Dante... quel ricordo la scosse dai suoi pensieri. “Ehi” Pablo la stava osservando. “Tutto bene?” “Sì, benissimo” disse lei. “Andiamo a fare un giro?”
“Perché no” rispose Kally. E si incamminarono.
Scoprirono di avere tante cose in comune: suonavano il piano, andavano bene a scuola, adoravano la musica classica. E parlarono così tanto che si dimenticarono degli altri loro amici, arrivando da soli sotto la casa di Kally.
“È stato bello” disse lei. “Dovremmo vederci ancora! Grazie mille del bel pomeriggio”.
“Figurati” le rispose Pablo sorridendo. “Mi dai il tuo numero di telefono, così posso chiamarti?”
“Certo!” Kally glielo diede. “Beh a domani allora!” Sorrise. “A domani, Kally” Pablo fece per incamminarsi, ma poi le diede un bacio sulla guancia.
Kally lo guardò allontanarsi. Già intuiva cosa sarebbe successo fra loro. Forse Pablo era un segno del destino, un modo per dirle che doveva smettere di pensare a Dante. Eppure non ci riusciva ancora...
Il cellulare squillò. Kally rispose. “Pronto?”
“Ehi Kally, sono io. Pablo”
“Ma ci siamo appena visti” Kally rise.
“Perché mi chiami?”
“Perché mi manchi già. Possiamo vederci domani?”
“Certo, a domani!” Kally sorrise e riattaccò. Già, forse era un segno del destino...


Capitolo 3

Per qualche settimana Kally e Pablo uscirono tutti i giorni e diventarono molti intimi.
Il giorno seguente era sabato. Kally ne approfittò per fare tutti i compiti. Aveva chiamato Grace e si era scusata per averli lasciati lì. Lei non era affatto arrabbiata, anzi era contenta che si stesse integrando così bene, e l’aveva invitata ad una festa che sarebbe stata domenica sera. “Vieni elegante!” Le aveva raccomandato.
Appena arrivò domenica Grace la invitò a prepararsi da lei: non sarebbero andata insieme però, perché l’avrebbe accompagnata Pablo al party.
“Provati questo” l’armadio di Grace era pieno di vestiti eleganti. “Sono sicura che ti starebbe benissimo”.
Kally se lo provò.
“Ma è troppo corto...” si sentiva in imbarazzo con quel vestito.
“Sei fantastica! Fidati” Grace sorrise.
“Va bene, se lo dici tu” Kally sbuffò ridendo. “E tu cosa metterai?”
“Questo qui” il vestito di Grace era verde smeraldo.
“È bellissimo! Tutti i ragazzi guarderanno te” Kally rise.
“Beh, forse tutti tranne Pablo”. Grace aveva un tono malizioso. “C’è qualcosa tra voi?”
“Per ora no, solo interesse. Devo ancora riuscire a dimenticare il mio ex...”
“Com’è finita?”
“Non riesco ancora a parlarne... scusa”
“Tranquilla” Grace la abbracciò. “Tu non preoccuparti, ok? Pablo è un bravo ragazzo, non ti farà soffrire”
Kally sorrise.

Quella sera c’era la festa. Pablo passò a prenderla alle sette. Suonò il campanello e Kally lo fece entrare.
“Hey Kally!” Pablo era elegantissimo in smoking. “Sei bellissima”
“Anche tu” Kally sorrise. “Vuoi entrare? Magari stiamo un po’ insieme prima di partire per la festa”
A casa di Kally non c’era nessuno tranne lei.
Stettero un pò in soggiorno, poi andarono in camera di Kally. Si sedettero sul letto.
Per l’ennesima volta Kally restò colpita dalla bellezza di Pablo. Era davvero fantastico. Eppure...non sapeva se era davvero pronta ad avere un altro ragazzo.
“Kally...” Pablo si sporse in avanti, fino a sfiorarle le labbra. E l’avrebbe baciata, se Kally non si fosse alzata in piedi.
“Scusa Pablo ma dobbiamo andare. È tardi”.
Lui annuì. Si alzò dal letto e uscirono dalla casa di Kally, diretti verso la festa.


Capitolo 4

La festa era in una discoteca bellissima. C’erano le luci colorate e tantissimi tipi di cibo e bevande.
“Kally!!!” Grace li vide entrare e corse loro incontro. “Siete fantastici!”
“Veramente...” Pablo parve esitante, forse per quello che era successo prima.
Grace li accompagnò in pista. “Ballate dai! È bellissima questa pista da ballo”
Iniziarono a scatenarsi. Pablo era davvero bravissimo, e Kally era affascinata da lui.
Dopo qualche canzone trovò il coraggio di parlargli.
“Ehi Pablo...scusa se prima non ti ho baciato. È che con il mio ex non è andata a finire bene, e ora ho paura”
Pablo le sorrise. “Ehi Kally, tranquilla. Non farò nulla per farti soffrire, promesso. Non devi avere paura”
E a quel punto Pablo la baciò, e Kally per un secondo si sentì felicissima. Era un bacio lieve, delicato e romantico. Sorrise e ricambiò il bacio. Poi ricominciarono a ballare.
Era pieno di persone lì, ma intravide Grace ballare con Kevin. “Sono carini insieme” pensò. Non erano male come coppia. Anche se lei vedeva molto bene Kevin con Tina, la sua migliore amica, la sorella di Dante... chissà se l’avrebbe mai più vista.
Pablo le prese il braccio. “Vieni Kally, andiamo a prendere qualcosa da bere”
Kally si fece trascinare in quel luogo pieno di luci e persone, e ad un tratto le venne un gran mal di testa. Ma lei e Pablo presero comunque da bere.
Ad un certo punto rivide Grace. Lei e Kevin si stavano baciando.
Un secondo dopo che lei e Pablo erano tornati in pista arrivò un tizio alto e massiccio che la prese per i fianchi.
“Ehi bellezza” le disse.
“Lasciala stare” Pablo si mise in mezzo a loro. “Spostati”
“E tu saresti?” Il tizio sembrava divertito.
“Vieni con me” prese Kally per un braccio e la trascinò via. “Ehi!!!” Kally non riusciva a liberarsi. “Pablo le corse incontro e diede un pugno sul viso del tizio: “Ti ho detto di lasciarla stare!”
Ma il tizio diede a Pablo un pugno fortissimo.
Gli sguardi di tutta la discoteca erano su di loro. Ma Kally vedeva soltanto Pablo a terra.
“Pablo!!!”
Lui non rispondeva.
A quel punto arrivarono i buttafuori, che portarono via il tizio che aveva fatto del male a Pablo. Mentre alcune persone portavano via Pablo su una barella.
Kally fu rassicurata dagli altri ragazzi e portata a casa da Grace, ma era ancora preoccupatissima per Pablo.
Possibile che per una volta che trovava qualcuno per lei, succedeva qualcosa di brutto?


Capitolo 5

Il giorno dopo Kally andò a scuola scossa. Pablo non c’era. Chiese a Grace, che le disse che Pablo era stato ricoverato in ospedale perché il pugno gli aveva procurato seri danni al viso.
Kally aspettò molti giorni prima di poterlo rivedere di nuovo.
Quattro giorni dopo Pablo varcò il cancello della scuola. Quando lo vide, Kally gli fu subito addosso. “Pablo!” Lo abbracciò così forte che temette di rompergli le ossa, tanto era felice. Lui le accarezzava la testa. “Kally, mi sei mancata così tanto...”
“E se oggi non andassimo a scuola? Ti prego, vieni a casa mia. Mia mamma va al lavoro fino alle 6 e mia nonna starà da un’amica per tre giorni” lo sguardo di Kally era implorante. “Certo che si” disse Pablo, con gli occhi luminosi.
Entrarono a casa di Kally e si buttarono sul divano. Erano così felici di essersi ritrovati...
“Senza di te sono stata malissimo. Avevo così tanta paura...”
Kally era stesa sopra Pablo e aveva tantissima voglia di baciarlo. Ma prima dovevano parlare.
“Kally, volevo chiederti una cosa”. Pablo era serio.
“Anche io volevo proporti una cosa...” Kally era esitante, ma ascoltò lui.
“Volevo chiederti... ormai ci siamo baciati. E so che tu non ne sei sicura, ma vorrei essere il tuo ragazzo”.
“Volevo chiederti la stessa cosa!” Kally rise e si mise ancora più sopra di lui.
“Sono qui per te, Pablo...” disse ridendo. Poi si fece seria per un attimo. “Mi piaci così tanto...”
Lui allora la baciò. Le schiuse le labbra, e si baciarono per quelle che sembrarono ore. Continuando a baciarsi andarono in camera di Kally. Rimasero lì a baciarsi per un po’, aspettando.
“Ti amo” le disse lui.
E Kally sorrise, perché si rese conto che, tranne quelle due parole, non contava nient’altro.


Capitolo 6

Qualche settimana dopo, una mattina Kally e Pablo andarono a scuola insieme. Durante la strada lui si fermò all’improvviso.
“Tutto ok?” Gli chiese Kally.
“Sì. Ma dopo tutto quello che abbiamo passato, sono stato benissimo con te in queste settimane. E volevo festeggiare il nostro primo mese insieme...” aprì una scatolina, che conteneva una collana. Kally la ammirò. “Wow, è bellissima!” “Come te” Pablo le sorrise.
All’entrata della scuola si separarono, e Kally andò in classe.
Entrò e si sedette davanti a Lucy. Grace non c’era, e Kally era in banco da sola. “Ciao!”
“Ciao Kally! È da un po’ che non ti vedo” “già, è che in questo periodo sto molto con Pablo...”
“ vi siete fidanzati ufficialmente, eh” Lucy sorrise. “ siete una bella coppia“ “Grazie”.
Il professore entrò in classe. “Buongiorno ragazzi! Oggi vi presenterò i due nuovi alunni, che sono appena arrivati in città.
Entrate pure!”
Tutti i ragazzi guardarono verso la porta.
In quel momento entrò la preside. “Buongiorno professore. Volevo dirle che in questa classe abbiamo messo un solo alunno, l’altra andrà in un’altra classe”
“Va bene. Lo faccia pure entrare”
Ormai tutta la classe era rivolta verso la porta in attesa, gli sguardi curiosi. A quel punto un ragazzo moro della loro età entrò. Era molto bello, alto e atletico. Aveva un volto familiare. Troppo familiare.
E mentre il professore chiedeva il nome al nuovo alunno, a Kally girava la testa. “Ehi tutto bene?” Le chiese Lucy. Kally annuì, ma l’unica cosa che riuscì a dire fu rivolta al ragazzo.
“Dante, che cosa ci fai qui?”


Capitolo 7

Dante era stupefatto. Cosa ci faceva lì Kally? Certo, sapeva che si era trasferita. Ma non immaginava proprio lì, dove si era appena trasferito lui...
Tutto era cominciato qualche settimana prima, quando Kally si era trasferita. Era stato molto triste da allora, e da quando aveva capito di averla persa era pervaso da un senso di vuoto incolmabile, qualcosa che rendeva tristi tutti i minuti della sua esistenza senza di lei.
Qualche giorno dopo sua mamma aveva detto a lui e Tina che aveva perso il lavoro, lì in città. E che presto si sarebbero trasferiti. Dante era stato triste quando aveva scoperto quella notizia. Ma ora, appena arrivato nella sua nuova classe, si era trovato davanti Kally...
Appena era entrato e l’aveva visto lei era diventata pallida. Poi gli aveva sussurrato “Che cosa ci fai qui?” Lui avrebbe voluto risponderle, dirle che non lo sapeva nemmeno lui e che tantomeno sapeva perché c’era anche lei, ma la voce della preside lo riscosse dai suoi pensieri. “Dante, siediti. C’è un posto libero vicino a Kally Ponce”.
Kally diventò ancora più pallida. Dante si sedette accanto a lei. Lei sembrava che avesse appena visto un fantasma. “Kally stai bene?” Lei si riprese. “Possiamo parlarne dopo?” Disse brusca. “Inizia la lezione”.

Alla fine dell’ora si ritrovarono in cortile. Dante le si avvicinò.
“Cosa vuoi Dante” disse lei.
“Cosa vuoi?” Dante era stupito. “Volevo sapere come stavi. Non ci vediamo da mesi. Ero preoccupato. E triste. Non sapevo fossi qui”
“E invece sono qui” Kally cercò di stare calma, ma era agitata e si vedeva. Aveva le guance rosse. Dante pensò che dopo tutto quel tempo era rimasta stupenda comunque.
“E tu, cosa ci fai qui?”
“Ci siamo dovuti trasferire. Mia mamma ha perso il lavoro, e ne ha trovato uno qui”.
“Quindi c’è anche Tina?” Kally si illuminò, era bellissima.
“Sì, c’è anche lei.”
Kally sorrise di gioia. Ma subito dopo tornò come prima.
“Senti Dante, anche se sei qui, anche se sei nella mia classe, non voglio avere niente a che fare con te. Non dopo quello che mi hai fatto. L’hai letta la lettera che ti ho spedito?”
“Sì, l’ho letta”
“E allora rispetta ciò che c’è scritto. Perché non voglio che mi rovini la vita che mi sono costruita qui”


Capitolo 8

Kally aveva quasi le lacrime agli occhi. “Ora che sono così felice...”
A quel punto Dante vide la collana. Il suo cuore mancò un battito. “Hai un ragazzo, non è vero?”
“Sì” Kally fece un sospiro.
“Pensavo che dopo quello che era successo tra noi avresti fatto fatica ad innamorarti di nuovo”
“Ed è stato così. Ma ora sono una persona nuova senza di te”
“Come si chiama” Dante era teso. “Il ragazzo”
“Non sono affari tuoi” gli disse lei.
Lui le prese le mani.
“Fa quello che vuoi, non ti fermerò. Ma so che ti manco”.
“Non è vero”
“Si invece” le strinse le mani, e si avvicinò a lei. “Scommetto che non riesci a dimenticarmi”
“Smettila!” Kally aveva davvero le lacrime agli occhi stavolta. “Ti prego. Con te nella mia vita, soffrirò ancora. E penso di aver già sofferto abbastanza. Fai un favore a tutti e due e stammi lontano”
Poi si allontanò, lasciando Dante solo.

“Chi era quel ragazzo?” Le chiese Pablo, una volta che Kally si era allontanata da Dante e aveva raggiunto Pablo al cancello della scuola.
“Nessuno” disse lei, anche se si capiva chiaramente che mentiva. “Possiamo andare via?”
“Certo” disse lui, per tranquillizzarla. Se ne andarono.

Dante era rimasto da solo in cortile, ma non sapeva dove fosse l’aula della sua prossima lezione. Vide una ragazza appoggiata ad una colonna e si avvicinò per chiederle informazioni.
“Ciao”
“Ciao... ci conosciamo?”
“No, sono nuovo in questa scuola. Non so dove sia l’aula di scienze.”
“È vicina alla sala degli insegnanti” la ragazza sorrise. “Come ti chiami?”
“Io sono Dante. Mi sono trasferito ieri”. La ragazza non era male, era carina e sembrava simpatica.
“Se vuoi dopo possiamo andare a fare un giro” lei sembrava socievole, e Dante pensò che non ci sarebbe stato niente di male se ci fosse uscito una volta. “Possiamo incontrarci al parco alle 3”
“Certo. Come ti chiami?”
La ragazza sorrise. “Grace”.


Capitolo 9

Kally arrivò a casa dopo aver salutato Pablo. Il suo incubo di rivedere Dante si era avverato. Era scioccata. E non sapeva cosa fare. Aveva promesso a se stessa che non l’avrebbe più considerato e soprattutto che non si sarebbe più innamorata di lui. Ma dopo averlo visto oggi... era disorientata.
“Kally smettila, sei fidanzata con Pablo” si disse. Ma dopo aver visto Dante non era più sicura di niente. Provò a chiamare Grace, che non le rispose. Magari si era trovata un nuovo ragazzo... Grace non era più molto disponibile nelle ultime settimane. E ora che aveva un bisogno disperato di lei, lei non c’era...
Mangiò e decise che alle 3 sarebbe uscita a fare una passeggiata. Intanto scrisse a Pablo.
“Hey, vuoi venire con me al parco oggi pomeriggio???”
Dopo poco lui rispose:
“Oggi non posso, mi dispiace. A domani”
Ecco, nemmeno Pablo avrebbe potuto consolarla. Ma in realtà, anche se fosse stato lì con lei, non avrebbe trovato la forza di spiegargli un bel niente. Come faceva a spiegargli cosa era successo fra lei e Dante mesi prima? Come faceva a spiegargli che...
Il campanello di casa sua suonò, e Kally andò ad aprire. Si trovò davanti...
“Kally!!!” Tina la abbracciò fortissimo. “Da quanto tempo!”
“Tina! Che cosa ci fai qui”
“Ho chiamato tua mamma e mi ha dato l’indirizzo. Sono così felice di vederti!”
“Che ne dici se andassimo al parco? Ho tante cose da raccontarti...”


Capitolo 10

Tina e Kally si incamminarono verso il parco e Kally le raccontò tutto quello che era successo nelle ultime settimane: le parlò di Grace, Lucy e Kevin, di Pablo e di come si fossero fidanzati, e infine di quando aveva rivisto Dante ed era rimasta senza parole. Tina la ascoltava, e ogni tanto le parlava del perché erano lì e di come sua mamma avesse perso il lavoro. Intanto erano arrivate al parco. Kally andò al bar a prendere due gelati, mentre Tina si era seduta su una panchina e aveva visto un ragazzo molto carino con cui aveva iniziato a chiacchierare. Ma mentre Kally stava pagando i gelati, vide Dante avvicinarsi alla cassa.
“Dante! Cosa ci fai qui? Pensavo di essere stata chiara quando ti ho detto che non volevo vederti più”
“Non sono qui per te. Sono qui con un’amica. E tu?”
“Sono qui con Tina”
“Salutamela allora”
A quel punto una ragazza si avvicinò a Dante, che disse: “Kally, ti presento la mia nuova amica, Grace”

Kally era senza parole. Dante che usciva con Grace? Quello era troppo.
“So chi è Grace. La conosco da quando mi sono trasferita. Grace, perché non mi hai detto nulla?”
“Cosa avrei dovuto dirti?” Disse Grace. “Che uscivo con un ragazzo? Perché avrei dovuto? E soprattutto la domanda è: come fate voi due a conoscervi?”
“Aspetta ... ma voi due state uscendo da amici o vi state frequentando?”
“Chi lo sa ... magari tutte e due le cose” Grace fece un sorrisetto e strinse la mano di Dante con la sua. Quel gesto fece provare a Kally una gelosia tremenda.
“Grace, non capisci che Dante ti sta usando....”
“Perché dovrebbe?”
“Perché è il mio ex, e sta cercando di farti ingelosire!!!” Kally aveva urlato, e molte persone la stavano fissando.
Grace non era colpita: “E quindi? Solo perché è il tuo ex non significa che mi stia usando per farti ingelosire e farti tornare con lui. Non sei il centro del mondo Kally. Forse non l’hai ancora capito. O forse sei solo gelosa perché sei ancora innamorata di Dante, mentre lui non lo è più di te .... ma non mi importa. A me Dante interessa, voglio uscire con lui e non sarai certo tu ad impedirmelo”
A quel punto Grace e Dante se ne andarono, lasciando Kally da sola.



Capitolo 11

Tina si avvicinò. “Cos’è successo con quella strega? Ho visto che le urlavi dietro, e poi lei ti ha risposto e se n’è andata...”
“Era una mia amica, si chiama Grace, l’ho conosciuta il primo giorno di scuola qui. Sta uscendo con Dante, e non credo solo in amicizia. Credo che a lei lui piaccia”
“E allora? Tu sei fidanzata con Pablo! Qual’è il problema?”
“Tina” disse Kally con un filo di voce. “Ho paura di essermi innamorata di nuovo di Dante...”

Tina e Kally andarono a casa di Kally. Si chiusero nella sua camera, e appena entrate Kally su sedette sul letto e scoppiò a piangere.
“Oh Kally...” Tina si sedette accanto a lei. “Non importa se Dante esce con Grace ... è sicuramente un modo per farti ingelosire. Non ti ha mai dimenticata, è questa la verità, e ora vuole vedere se anche per te è così. Quindi non essere triste...”
“Ma non è per questo che sto male!” Kally continuava a singhiozzare ininterrottamente. “Non è per il fatto che Dante esce con un’altra. È perché a me non dovrebbe importare. Io sono fidanzata con Pablo e... voglio stare con lui, certo. Ma quando ho rivisto Dante si è acceso qualcosa in me, qualcosa che solo lui sapeva risvegliare. E ora sto malissimo, perché so che ciò che provo per lui non è normale e non dovrebbe esserci. Eppure c’è, e mi consuma. Finché non esploderò. E cosa farò allora? Tina, aiutami. Non so cosa fare. Non so più chi amo. Dante è arrivato e ha stravolto tutto. E ora mi sento persa”.

Grace aveva trascinato via Dante dal parco. Ora stavano andando verso casa sua, e Grace correva veloce. Dante sentiva la sua mano stringere la propria. “Grace, tutto ok? Dove stiamo andando?”
“A casa mia. Dobbiamo parlare”.
Arrivati a casa sua, entrarono. La casa di Grace era piccola. “Vivi da sola?”
“No, mia sorella vive con me. Lei è più grande”
Si sedettero sul divano.
“Dante, dimmi la verità. Stai uscendo con me solo per far ingelosire Kally?”
“Ma no! Perché dovrei?”
“Non lo so. Ma lei sembrava convinta. Cos’è successo quando vi siete lasciati?”
“Nulla di particolare. Ci siamo lasciati e basta”
“Non mi pare. Da come vi comportate e da come si comporta lei quando ti vede sembra che sia successo qualcosa di grave”
Dante abbassò la testa.


Capitolo 12

“Allora, me lo dici?” Grace era impaziente. “Se vuoi che tra noi ci sia qualcosa di serio devi dirmi la verità”
Dante alzò la testa e la guardò negli occhi. Aveva lo sguardo triste.
“Non posso”
Grace allora si alzò, e gli mostrò la porta. Lo accompagnò all’uscita.
“Quando vorrai dirmelo, io sarò qui. Fino ad allora farò come se non ci fossimo mai visti ne conosciuti. Quando sarai pronto, io ti ascolterò. Fino ad allora non parlarmi, non cercarmi. Io sarò qui ad aspettare”

Dopo che Tina l’aveva rassicurata, Kally si era stesa sul letto a pensare. Era possibile amare due ragazzi contemporaneamente? E poi, amava davvero Pablo? Era davvero questo quello che voleva?
In quel momento suonò il campanello. Kally andò ad aprire, e si trovò davanti Dante.
Senza parlare lo fece entrare. Lui si sedette sul divano, e lei fece lo stesso. Aspettò qualche minuto, finché lui non parlò.
“Devo infrangere il nostro patto”
Kally si agitò sul divano. “Non puoi. Hai promesso che l’avresti rispettato”
“Devo farlo. Grace ha detto che finché non glielo dirò non potremo mai uscire insieme”
Kally sospirò. “Ti piace davvero? Sei sicuro di voler infrangere quel patto solo per dirlo ad una delle tue tante conquiste, Dante?”
“Lei mi piace. Credo che ne valga la pena”
Kally sospirò ancora una volta, il cuore che le batteva. Prima era lei che avrebbe infranto volentieri il patto, ma ora...
“Va bene. Se è ciò che vuoi, vai. Ma ricorda che non potrai più tornare indietro”
Dante si alzò, e per la seconda volta in quella giornata andò verso una porta con una decisione importante da prendere.
“Lo so”.

Dopo qualche giorno Dante andò a casa di Grace. Suonò il campanello e lei aprì la porta. Era davvero carina, pensò.
“Ciao Grace. Ho preso la mia decisione”
Lei si scostò dall’ingresso. “Vieni pure”
Per la seconda volta Dante si sedette sul suo divano.
“Ci ho pensato molto in questi giorni. Il patto tra me e Kally è importante per entrambi, ma non dicendotelo sarebbe come se mi importasse di ciò che abbiamo concordato io e lei. Ma non è più così da quando ti ho conosciuta. Perciò sono qui per dirtelo” le si avvicinò.
“Ti dirò cos’è successo veramente fra me e Kally”.


Capitolo 13

“Molto tempo fa, verso l’inizio dell’estate scorsa, io e Kally stavamo insieme” Dante iniziò a parlare, con Grace che ascoltava.
“Eravamo molto felici, e ci amavamo tanto. Credo di non aver mai amato qualcuno più di quanto abbia amato lei. Ma poi, è successo qualcosa che ha cambiato tutto.
Io l’ho tradita. Lo so, è un gesto orribile. Ma l’ho fatto senza rendermene conto. Quando lei l’ha scoperto, voleva lasciarmi subito. Ma io la amavo ancora, non avevo mai smesso di farlo. Avevo solo sbagliato.
Ma lei non voleva sentire scuse, così abbiamo rotto. Ma eravamo entrambi distrutti da questo, perché io non uscivo mai di casa e lei piangeva sempre, la sentivo da camera mia (abitavamo vicini). Così dopo qualche giorno andai da lei, supplicandola di tornare con me, poiché senza di lei non riuscivo più a vivere. E anche se non tornammo insieme, ottenni qualcosa.
Facemmo un patto: avremmo aspettato un anno, anno in cui non avremmo dovuto vederci. Poi ci saremmo rivisti, e avremmo deciso se rimetterci insieme o lasciarci per sempre. In quell’anno avremmo potuto stare con chi volevamo, fare nuove esperienze e capire se volevamo
davvero stare l’uno con l’altra, ma senza dire mai a nessuno che c’era questo accordo tra di noi. Se l’avessimo detto a qualcuno, il patto sarebbe saltato per sempre.
Io non sapevo che Kally se ne sarebbe andata dalla città in cui vivevamo, ma quando è successo ho capito che il patto era ancora valido, perché mi ha scritto una lettera in cui diceva che non riusciva a rispettarlo vivendo vicino a me. Per questo si è trasferita. Per colpa mia.
E ora io ti sto dicendo di questo patto tra me e lei, e sto rischiando tutto. Anzi, ormai è troppo tardi. Il patto non esiste più, perché dicendotelo l’ho infranto. Ma l’ho fatto per farti capire che ormai quel patto non contava più niente per me, perché se te l’ho detto vuol dire che non mi importa di tornare con Kally, non pensi?” Dante trattenne il fiato. “Non credi che io mi meriti una seconda possibilità?”
Come risposta Grace lo baciò, togliendogli ogni dubbio. Dante assaporò le sue labbra, anche se erano secche. D’abitudine chiuse gli occhi. Ma quando lo fece, nella sua testa non vide Grace, la ragazza che era di fronte a lui. Vide qualcun altro.
Vide Kally.


Capitolo 14

Mentre era in cucina, Kally sentì improvvisamente una stretta allo stomaco. Barcollò, e si sedette su una poltrona, incapace di alzarsi. Sentiva una fitta, un dolore che si avvicinava al cuore.
L’aveva fatto.
Dante aveva infranto il patto. L’aveva sentito.
Era come se vedesse la scena nella sua mente, lui che andava da Grace e le diceva tutto, lei che lo baciava.
Il dolore si fece più forte.
A quel punto Kally andò in camera, si stese sul suo letto e pianse, pianse per quelle che le parevano ore. Pianse perché non capiva più cosa voleva, perché non capiva cosa sentiva. Pianse perché il suo mondo, un mondo in cui era certa che Dante l’avrebbe aspettata anche se lei stava con Pablo, era crollato. Le sue certezze a pezzi. Il suo cuore pure.
Perché ormai non aveva più dubbi. Era innamorata di Dante. Ma cosa ci poteva fare, se lui di lei non lo era più? Lui amava Grace a quanto pareva. E lei non poteva farci niente.
Dopo un po’ tornò in camera, e si addormentò. Sognò vallate verdi e nubi bianche, ma ad un certo punto nel sogno tutto cambiava, le nubi diventavano nere e le vallate rosso sangue, e pioveva veleno.
A volte i sogni rispecchiano ciò che proviamo.


Capitolo 15

Il giorno dopo Pablo andò a trovare Kally.
Quando venne ad aprire, Kally aveva una faccia strana. Come se non dormisse da giorni.
“Hey Kally” Pablo tentò di baciarla, ma lei si girò per errore. “Oh, scusami. Non volevo...” “Tranquilla”. Entrarono in casa.
“Vuoi qualcosa da bere?” chiese Kally. “No grazie”. Kally gli si sedette accanto. “Come mai sei qui?”
“E me lo chiedi pure?” Pablo era stupito. “Non mi parli da tantissimi giorni, Kally. Sei sparita. A scuola ti ho vista di sfuggita, non ti fai vedere in giro, non esci. Cosa succede?”
“Niente... semplicemente sono stanca. Studio tanto perché voglio avere buoni voti e quindi non ho tempo per uscire”
Pablo alzò un sopracciglio. “Non ti credo. Devi dirmi se c’è qualcosa che non va. Lo sai che io posso aiutarti”
“E invece non puoi” pensò Kally. “Non puoi perché non sai tutto quello che è successo”. Invece disse “Te l’ho detto, sono solo stanca”
Pablo non la ascoltò nemmeno. “Credo c’entri con qualcosa che è successo. Fammi indovinare... c’entra il ragazzo moro con cui stavi parlando quella volta fuori da scuola?”
“No”
Pablo sospirò. “Kally, se lo conosci puoi dirmelo. È... un tuo amico? Il tuo ex?”
“Sì, è il mio ex”
“E come mai vederlo ti ha sorpresa così tanto?”
“Perché non mi aspettavo di vederlo qui. Lui abitava vicino a me prima che io mi trasferissi. E vederlo mi ha fatto sentire strana”
Pablo sorrise. “Allora è solo questo?”
Kally tentò di ricambiare il sorriso, ma le venne fuori una specie di smorfia. “Sì, è per questo che sono strana. Esatto. Il mio ex mi ha fatta stare male e quindi rivedendolo mi sono sentita... vulnerabile. Ti chiedo scusa se ultimamente non ti ho chiamato ne salutato. Scusami Pablo, mi dispiace. Prometto che mi farò perdonare”
Pablo sorrise di nuovo, la baciò e uscì.
Appena fu uscito Kally accese il computer e controllò i social network per distrarsi. Ma appena ne aprì uno vide il profilo di Grace: aveva postato una foto con Dante: si stavano baciando.
Ma Kally era stanca di versare lacrime inutilmente, era stanca di dover sempre fingere che tutto andasse bene. Decise che da quel giorno avrebbe odiato Dante: l’avrebbe distrutto, fatto soffrire, gli avrebbe reso la vita un inferno.
Non era altro che ciò che aveva fatto lui a lei, infondo.


Capitolo 16

Dante in quei giorni passava tantissimo tempo con Grace: gli piaceva molto stare con quella ragazza. Ma voleva davvero stare con lei? A volte non capiva cosa stesse facendo e perché. Lo faceva perché la amava davvero? O per far ingelosire Kally? Non lo sapeva nemmeno lui. Pensava che più tempo sarebbe passato più avrebbe capito cosa provava, ma si stava rivelando il contrario. Non vedeva Kally da settimane, ma sospettava che non stesse benissimo.
Kally... quando pensava a lei tutto passava in secondo piano. Il suo cuore batteva più forte, e gli pareva impossibile che dopo tutto quello che era successo lei non fosse più al suo fianco. Se n’era andata, e lui non riusciva a sopportarlo e le rendeva la vita un inferno. Si era accorto solo ora di quanto la stesse facendo stare male. Cosa avrebbe fatto lui se la sua ex fosse venuta nella città dove lui era scappato per stare lontano da lei e lo perseguitasse rendendogli la vita impossibile, sapendo che lui provava ancora qualcosa per lei? L’avrebbe odiata... quello che probabilmente stava facendo Kally ora. Lo odiava.
E l’aveva persa. Era quella la cosa che gli faceva più male. Se n’era andata, e non sarebbe più tornata. Mai più...

Kally continuava a rigirarsi nel letto cercando di dormire, eppure il sonno non arrivava. Pensava a Dante, a tutto quello che era successo, e si era accorta che anche se provava ad odiarlo non ci riusciva, perché lui era troppo importante per essere odiato. Una lacrima le scese lungo la guancia.
“Le lacrime... scendono sempre per le persone a cui teniamo di più” pensò Kally. “Speriamo sempre che versandole cambi qualcosa, quando non è mai così. Ci illudiamo e basta. E le illusioni feriscono, e le ferite bruciano. E quando guariscono resta una cicatrice che non andrà mai via. Resterà sempre lì per ricordarti i tuoi errori, in modo che tu non li ripeta più”. Queste parole le uscivano dalla mente da sole. Così prese un quaderno e una penna e iniziò a scrivere.


Capitolo 17

Il giorno seguente Kally andò da Tina. Suonò alla porta di casa sua, e le venne ad aprire... Dante. Si era dimenticata che lui viveva con lei.
Dante era sulla porta e la fissava. Kally stava facendo la stessa cosa, e nonostante ci provasse non riusciva a distogliere gli occhi dai suoi, gli occhi castani bellissimi di Dante... ma proprio in quel momento Tina arrivò all’ingresso. Kally si riscosse dall’incanto e la seguì nella sua camera lasciando Dante lì da solo, immobile come una statua.
La camera di Tina era grande e spaziosa. Kally si sedette sul suo letto e tirò fuori un quaderno. “Tina, guarda cos’ho scritto ieri sera!” Le disse contenta. Tina prese il quaderno e lesse. “Ma è una canzone!” “Si! E mi piace davvero tanto. Forse stare male per Dante a qualcosa è servito” disse ridendo. Ad un tratto Tina si illuminò: “Ho un’idea!” Prese il suo computer ed entrò in un sito di musica. “Cosa fai?” Le chiese Kally. “Ti iscrivo a questo sito” disse Tina. “Qui le persone caricano le loro canzoni, cantandole ovviamente, e le altre persone possono dire cosa ne pensano. È come essere un cantante!” “Se lo dici tu... ma io non ho mai scritto canzoni vere a parte questa. E poi le uniche volte in cui cantavo erano quando ero piccola, non canto da anni...” “Da piccola eri bravissima, amavo la tua voce. E poi ti sentivo cantare a volte, quando abitavamo vicine” rise Tina. “Dai, prova!” “Adesso?” disse Kally ridendo. “Si, adesso!”
Kally iniziò. “What can I do now with this broken heart?” “Oddio sei bravissima!!!” La interruppe Tina. “Dobbiamo assolutamente pubblicarla su questo sito” “Ok, ma non voglio che la gente sappia che sono io”
“Come preferisco” disse Tina. “Come vuoi chiamarti?” “Mmm” Kally ci pensò un po’. “Mica, perché mia nonna mi chiamava sempre così, e... che ore sono ora?” “Le 6.35” le rispose Tina.
“Bene, allora mi chiamerò Mica635!” “Mi piace questo nome!” Disse Tina. “Ora però manca la base musicale...” “A casa ho gli strumenti per farla! Vieni da me domani mattina”. Tina sorrise: “Non vedo l’ora!”


Capitolo 18

Il giorno dopo Tina andò a casa di Kally, e insieme composero la colonna sonora della canzone, che chiamarono “Made for love”. La registrarono, e la postarono quello stesso pomeriggio sul sito di musica.
Quella sera Tina bussò alla porta di Kally. “Kally apri! Sbrigati!!!” Kally le aprì, era in pigiama. “Tina, cosa ci fai qui? È tardi” sbadigliò. “Devi assolutamente vedere questo!” Tina le mostrò il computer. Kally sgranò gli occhi. “Oddio! È il mio profilo, Mica635. La canzone ha avuto... già mille ascolti??? Ma sono passate poche ore!”
“La tua canzone ha sfondato, Kally! È in tendenza su questo sito. Devi assolutamente comporne altre!” “Oddio Tina!!!” Kally si mise a saltellare dalla gioia. “È una cosa fantastica!!!” “Sono così fiera di te, Kally!” Tina la abbracciò. “Vedi, il dolore non è sempre una cosa negativa...”

Nei giorni successivi Kally e Tina non fecero altro che scrivere nuove canzoni da postare sul profilo Mica635. Kally le scriveva, creava la musica con l’aiuto di Tina e le cantava, mentre Tina le montava, aggiungeva effetti speciali e faceva la manager. Alternavano lo studio alla creazione di nuova musica, e presto Mica635 divenne una vera stella: aveva migliaia e migliaia di ascolti, e le persone continuavano a chiedere nuove canzoni, che erano di tutti i tipi. Kally scrisse canzoni tristi, come “Made for love”, “Make it home” o “Love dream”, e altre più allegre che diventarono famosissime, come “Key of life” e “Worlds collide”. Kally amava scrivere, e Tina la aiutava tantissimo. Mica635 diventò per lei un modo per fuggire dal mondo reale, e anche se sapeva che presto avrebbe dovuto affrontare la realtà l’avrebbe fatto con il sorriso sulle labbra.
Peccato che quel momento si avvicinava sempre di più...


Capitolo 19

Qualcuno stava suonando alla porta. Dante si alzò dal divano sbadigliando e andò ad aprire.
Si trovò davanti Grace, con un vestito rosa cortissimo e le scarpe coi tacchi. “Ehi amore” lo baciò. “Devo proporti una cosa. E poi che ne dici se dopo andiamo a fare shopping?”
“Che cosa ci fai qui, Grace?” Dante trattenne un secondo sbadiglio. “Stavo dormendo”
“Non dovresti. Stasera c’è una festa, e voglio che tu venga con me. È di questo che volevo parlarti. Sarà la nostra prima uscita ufficiale come coppia!”
“Fantastico” Dante era mezzo addormentato. “Perfetto. Verrò sicuramente. Ciao Grace” iniziò a chiudere la porta. “Aspetta!” Esclamò lei. “Non sai nemmeno dove e quando è la...” Ma Dante aveva già chiuso la porta e si era addormentato di nuovo.
Qualche ora dopo si risvegliò e gli tornò in mente Grace, che era venuta lì per parlargli... di cosa? Non gli veniva in mente. Era troppo stanco per averci fatto caso. Ma lei aveva detto: “Sarà la nostra prima uscita ufficiale come coppia”... boh, ci avrebbe pensato più tardi. Si rimise a dormire.

Pablo suonò di nuovo alla porta di Kally. Attese pazientemente Kally sull’ingresso.
“Ciao Pablo!” Lei lo accolse sorridente. Negli ultimi giorni si erano rivisti, e i dubbi che lui aveva sul ragazzo moro erano svaniti. Kally era tornata a essere normale, gli parlava, sorrideva e si baciavano. Sembrava così felice... anche se a volte sembrava che sotto quello sguardo allegro si nascondesse un senso di vuoto incolmabile.
“Come mai sei qui?” Gli chiese Kally appena si furono seduti.
“Volevo invitarti ad una festa... è stasera, alle 9, nella discoteca della città. Sarà una delle feste migliori dell’anno! Mi piacerebbe che venissi con me.
“Certo che verrò!” Esclamò lei allegra. “Posso portare un’amica con me?” “Certo” sorrise Pablo, felice che lei avesse accettato.
Appena Pablo se ne andò, Kally chiamò Tina.
“Tina! Stasera vieni con me ad una festa in discoteca? Sarà fantastico! E ho proprio voglia di divertirmi”
“Certo amica mia! A che ora?”
“Alle 9. Vieni da me prima, che ci prepariamo insieme. Ti aspetto!”


Capitolo 20

Alle 7.30 Tina andò da Kally e si prepararono insieme per la festa. Scelsero dei vestiti bellissimi: quello di Kally era blu di seta, mentre quello di Tina era rosa di pizzo. Si truccarono e si prepararono per uscire: volevano essere pronte per quando sarebbe arrivato Pablo.
Erano le 8.30 quando Tina si ricordò di aver dimenticato la borsa a casa sua, perciò andò a prenderla. Entrò e vide Dante sdraiato sul divano.
“Dante, che ci fai lì?”
“Stavo dormendo... e tu, dove vai vestita in quel modo? Sei ancora piccola per i vestiti così corti”
“Ho 16 anni, Dante” sbuffò lei. “E comunque vado ad una festa...”
“Oh no!” Dante si alzò di scatto. “La festa! Ecco di cosa parlava Grace! Tina, dimmi subito dov’è e a che ora”
Tina sospirò. “Va bene fratellone, se ci tieni tanto... è nella discoteca della città alle 9. Sarebbe tra mezz’ora, non hai il tempo di prepararti...” ma Dante era già corso in bagno a vestirsi. “Devo andare a prendere Grace! Oddio, ma cos’ho in testa...”
Tina alzò le spalle, andò a prendere la borsa in camera sua e tornò da Kally.
“Perché ci hai messo così tanto?” Le chiese l’amica appena fu rientrata a casa sua.
“Niente, mio fratello mi ha fermata e quindi ci ho messo un po’. Scusa” Tina fece un sorrisetto. “Allora, sei pronta?”. Kally sorrise. “Prontissima”.
Pablo arrivò alle 9 in punto. Era elegantissimo, notò Kally, come al loro primo appuntamento. Sorrise.
Lui venne incontro, la baciò, salutò Tina e le fece salire nella sua auto, dirigendosi alla festa.

Dante si era preparato in fretta, si era messo una maglia molto bella e un paio di jeans ed era corso a prendere Grace. Quest’ultima lo stava aspettando impaziente: “Allora, quando pensavi di arrivare?” “Scusa, stavo dormendo”. Grace lo guardò male. “Che c’è?” le chiese lui. “Niente. Sai dov’è la festa? Ah no, non te lo sei lasciato dire quando sono venuta a casa tua”. Dante le si avvicinò. “Scusami amore...” Si chinò a baciarla. Lei sorrise. “Va bene... vai verso la discoteca della città”. E partirono.


Capitolo 21

La discoteca era come Kally se la ricordava: piena di luci, colori e bibite luccicanti. Lei Pablo e Tina entrarono, e Tina e Kally presero una bibita a testa. “Bisogna provare cose nuove, no?” Kally rise. “Dai, andiamo a ballare”.
Era come rivivere un flashback del loro primo appuntamento: Kally e Pablo che ballavano nella pista, solo che c’era anche Tina con loro. Ad un certo punto si avvicinò Kevin. “Ciao Kally!” “Ciao Kevin, come va?” “Bene grazie”. Si avvicinò a Tina. “Ciao Tina! Ti ricordi di me? Ci siamo visti l’altro giorno al parco” “Certo che mi ricordo!” Tina si illuminò. “Ti va di andare a prendere qualcosa da bere?” “Certo! Perché no”. Kally e Pablo rimasero da soli.
Pablo sembrava esitare a dire qualcosa, e ogni volta si interrompeva e guardava per terra. “Pablo, tutto ok?” Kally fece un mezzo sorriso. “Sicuro di stare bene?” “Si, sto benissimo...” Pablo si agitò ancora di più. “Anzi, in realtà... senti Kally...” iniziò a frugarsi nelle tasche, come se cercasse qualcosa. Ma quando sembrava aver trovato quello che stava cercando, tutte le luci della discoteca si spensero.
“Cosa succede?” Kally si agitò. Ma in quel momento due sagome varcarono l’ingresso della discoteca: erano un ragazzo e una ragazza, lui aveva dei jeans e una maglietta elegante e lei aveva un vestito azzurro cortissimo. Kally strizzò gli occhi e si rese conto che non erano altro... che Dante e Grace!

Dante era entrato nella discoteca a braccetto con Grace e appena erano entrati le luci si erano accese per loro, oltre al fatto che tutti avevano iniziato ad applaudire. Sorrise, contento di essere apprezzato da quella città così nuova per lui. Anche se probabilmente era successo tutto perché l’aveva organizzato Grace.
Dopo un po’ si guardò intorno e tra luci, bicchieri luccicanti e persone che ballavano intravide una sagoma familiare. Una ragazza con i capelli castani mossi che le ricadevano dolcemente sulle spalle, un viso bellissimo e un vestito azzurro che le stava alla perfezione.
La ragazza si girò.
Era Kally.


Capitolo 22

Kally si girò per andare a prendere da bere, e in quell’attimo vide Dante. Come mai era lì? Era bellissimo, come sempre. Grace era andata da qualche parte e lui se ne stava da solo nella pista da ballo, osservandola. Aveva uno sguardo così profondo e Kally si sentiva così osservata che le iniziarono a scaldarsi le guance. Gli andò incontro.
“Ciao Kally!” Lui le si avvicinò subito.
“Ciao Dante, non pensavo di trovarti qui”
“E invece eccomi” Dante sorrise. “Ti va di ballare?”
“In realtà volevo solo salutarti. E dato che sei venuto con Grace, credo che dovresti ballare con lei”. A quel punto Kally si allontanò da lui, tornando da Pablo.

Dante batté le palpebre due volte, confuso. Perché Kally non aveva voluto ballare con lui? Ah già, probabilmente lo odiava. Anche se non sembrava odio il suo, ma profonda tristezza, come quando desideri qualcosa che sai non potrai mai avere, perché è già di qualcun altro. Ma allora...
Non fece in tempo a terminare il pensiero, perché ad un certo punto Grace si era messa a gridare per attirare l’attenzione generale. “Buonasera a tutti!!!” Strillò, con quella sua voce un po’ da aquila. “Questa serata sarà memorabile, ve lo assicuro. Ma per renderla tale, ho bisogno che beviate questi” un cameriere passò con dei vassoi ricolmi di bicchieri argentati. Tutti ne presero uno, anche Dante, anche Kally. Dentro c’era un liquido strano, anche se aveva un buon profumo. Tutti applaudirono. “Su, bevete! Dopo ci aspettano molte cose interessanti...”


Capitolo 23

Dopo aver bevuto lo strano liquido offerto da Grace, Kally si sentì come se volasse a un metro da terra: si sentiva così leggera, era tutto così luminoso... Andò a cercare Tina.
“Tina! È tutto così...”
“Surreale?” Terminò per lei l’amica. “Già! Sembra fantastico!”. Presero altri due bicchieri a testa e si misero a ridere e ballare come due pazze. “Pablo!!!!” Strillò Kally. “Dove sei?” Ma Pablo non si vedeva. Ad un certo punto Kally cercò di tornare normale e si mise a cercarlo. Lo vide mentre camminava verso l’uscita della discoteca. “Pablo!” Lo fermò. “Dove vai? Il bello della festa deve ancora arrivare, hai sentito Grace?”
“Kally, non voglio stare con te mentre sei così strana. Non sei tu”
“Sì che sono io, Pablo. Guardami!” Kally gli prese le mani. “Sono più che lucida. Vieni a divertirti!” Ma Pablo scosse la testa, e uscì dalla discoteca.
Kally rimase lì da sola, le girava tutto attorno. Forse non era davvero in sé, ma quella sera voleva provare qualcosa di nuovo. Ritrovò Tina e tornarono a ballare.

Dante bevve solo un bicchiere del liquido sospetto di Grace: non si fidava molto di lei. Magari era avvelenato, o chissà cos’altro. Ma lui reggeva bene tutto, quindi tornò a ballare.
Mentre ballava con Grace, si scontrò con Tina. “Ehi fratellone! Bella festa, non trovi?” Tina stava ballando con Kally, e tutte e due erano estasiate dalla musica e dall’atmosfera della discoteca, un po’ come quando sei mezzo addormentato e non sai cosa fai. in realtà però Kally sembrava lucida e consapevole di quello che stava facendo, ma era come se non gliene importasse. “Ehi Dante” gli rivolse un sorriso luminoso. “Ti va di ballare con me?” Dante non era sicuro di aver sentito bene, poi si ricordò delle bibite di Grace. Poteva dire a Grace le sue bibite gli avevano annebbiato la vista e che aveva scambiato lei con Kally... sì, era credibile. Ma anche se non lo era non gliene importava: aveva occhi solo per Kally.
Iniziarono a ballare: era una musica allegra, ma lui e Kally stavano vicinissimi, come se la pista da ballo fosse diventata stretta. I loro corpi erano a pochi centimetri di distanza, così come i loro visi. Kally aveva uno sguardo provocante, come di sfida e Dante stava impazzendo dalla voglia di baciarla, ma si sforzava di trattenersi. Continuarono a ballare. Ad un certo punto la musica si fece più forte e più carica, e Kally gli venne più vicina. Stavano ballando in un metro di pista, due corpi così vicini da sembrare uno solo. Poi Kally gli mise le braccia al collo, e iniziò a ballare tenendolo stretto. Dante fu costretto ad abbassarsi, e la sua fronte toccò quella di lei. Le sfiorò la guancia con una mano. Lei per tutta risposta gli prese il viso, e...


Capitolo 24

Le labbra di Kally si avvicinarono alle sue, sfiorandole. Lui non ce la faceva più a trattenersi, era stanco di dover andare sempre dietro a Grace, era stanco di fingere di non amarla. Così la baciò.

Kally stava baciando Dante. Stava baciando Dante!
Le loro labbra sembravano aver aspettato da una vita quel momento, perché si attirarono come due calamite. Si baciarono come se non avessero aspettato altro da anni, come se fossero nati, si fossero incontrati e vivessero solo per quello, solo per baciarsi. E nessuno l’aveva mai baciata così prima di quel momento, come se nient’altro tranne che quel bacio avesse importanza. Come se fosse la fine del mondo e tutto dipendesse da quel bacio, dal modo in cui le sue labbra toccavano quelle di Dante, dal modo in cui lui la faceva sentire mentre lo baciava, da come lui faceva scivolare la sua mano sui suoi fianchi e lei la sua sui suoi capelli morbidi come la seta. E tutto si era fermato in quell’istante che le pareva durasse minuti o ore, perché tutto quello che avevano passato, tutto quello che sentivano, tutto quello che erano stati e tutto quello che importava era lì, racchiuso in quel bacio.
Quando si staccarono Dante la guardò negli occhi, e nei suoi Kally vide la luce dell’amore.

A Dante sembrava di essere dentro ad un sogno. Non poteva essere altrimenti. Kally l’aveva appena baciato! Lei, dopo tutto quello che era successo, lo aveva baciato...
In tutta risposta a quel pensiero Kally scosse la testa, e con gli occhi lucidi e sotto lo sguardo di Dante corse via abbandonando la pista.
Dante fece per rincorrerla, ma in quel momento sentì la voce di Grace che urlava il suo nome. Li aveva visti, aveva visto lui e Kally! Non c’era altra spiegazione. Si mise a correre verso l’uscita, per scappare da Grace e cercare Kally, ma c’erano troppe persone. Così si nascose tra la folla.


Capitolo 25

Dante sentiva Grace avvicinarsi. Capì che non aveva via di fuga, quindi si costrinse a girarsi. “Ehi Grace!”
“Dante! Non ti trovavo più. Volevo dirti che stanno per iniziare una serie di giochi organizzati da me. Ci sarà da divertirsi, te lo assicuro. Vieni!”
“Quindi sei venuta a chiamarmi per i tuoi giochi? Nient’altro?” Dante trattenne il respiro. “Certo che si. Perché?”
“No, niente”
“Bene. Ora vieni”. Grace lo prese per mano e lo trascinò via.

“Kally! Kally!!!”
Kally sentiva la voce di Tina che la chiamava, ma non voleva fermarsi. Voleva andare via. Tina però la raggiunse. “Kally, dove stai andando? La festa non é ancora finita”
“Non voglio più stare qui. Voglio andarmene”
“Perché? Sta andando tutto bene. Ho conosciuto bene Kevin, è davvero simpatico. Mi ha anche invitata ad uscire tra qualche giorno!”
“Buon per te. Ma io non voglio stare qui un minuto di più”
“Dopo mi dirai cos’è successo. Ma ora vieni, Grace sta riunendo tutti per fare dei giochi...”
Kally tentò di scacciare le lacrime. “Va bene. Non credo di avere il coraggio di farli, ma ci verrò comunque”
Così lei e Tina si riunirono insieme alle altre persone intorno a Grace, che teneva la mano di Dante in una mano e una busta nell’altra. “Buonasera gente!” Urlò, e la folla esplose in un applauso. “Una serie di fantastici giochi vi attende stasera! Il primo gioco sarà il gioco dello stanzino: chiuderemo due persone, un maschio e una femmina, in uno stanzino buio per 3 minuti esatti e vedremo cosa succederà. Tutti i ragazzi a turno verranno qui e pescheranno un bigliettino di questa busta: in ognuno c’é il nome di una ragazza presente, compreso il mio. Iniziamo!”
Il primo a pescare fu un certo Andy, e pescò Lucy, la ragazza che Kally aveva conosciuto il giorno in cui si era trasferita e Grace l’aveva fatta uscire con lei. Ricordare i tempi in cui lei e Grace erano amiche le fece venire una stretta allo stomaco.
Quando Andy e Lucy si chiusero nello stanzino Grace sorrise. Nessuno poteva vedere quello che stava accadendo lì dentro, ma a Kally venne il sospetto che le coppie che venivano pescate non fossero esattamente il frutto del caso, bensì il frutto del lavoro accurato di Grace per truccare il sorteggio e far pescare ad ogni ragazzo la persona che voleva lei. Era un po’ come se Grace fosse Cupido: sapeva le persone che avevano un debole l’uno per l’altra, e le metteva in coppia insieme. “Che strano gioco”, pensò Kally.
Passati i 3 minuti Andy e Lucy uscirono, tutti rossi in viso. Grace applaudì. “Benissimo! Come vedete, non è difficile. Il gioco consiste nell’emozione di vedere con chi vieni pescato. E alla fine del gioco, tutti voi sarete estratti. Ora vediamo: chi è il prossimo?”


Capitolo 26

Mano a mano che la serata andava avanti venivano pescate sempre più coppie: dopo Lucy e Andy vennero estratti Olivia e Tommy, Stefy e Evaristo, Nicole e Jason, Gloria e Norman. Ad un certo punto Dante fu chiamato a pescare. “Dante è il tuo turno!” La voce di Grace risuonava sicura dentro la discoteca, come se fosse certa di venire pescata.
Dante si avvicinò alla busta e pescò un bigliettino. Lo aprì e lesse il nome.
Tutta la stanza diventò silenziosa all’improvviso, mentre la voce di Dante leggeva un nome soltanto.
“Kally”.

Kally sentì il terreno mancarle sotto i piedi, mentre Grace diventava viola in viso. Si era messa a svuotare la busta e ad aprire tutti i biglietti cercando di capire cosa fosse andato storto. Kally sapeva quasi sicuramente a cosa stava pensando.
Fu spinta verso quello stupido stanzino, e anche se non voleva entrare dovette farlo. Dentro la aspettava Dante, illuminato da uno spiraglio di luce che entrava dalla porta che Kally si chiuse alle spalle. Sentì qualcuno all’esterno urlare: “3, 2, 1... via!!!”
All’inizio nessuno dei due si mosse. Erano ai lati opposti della stanza, ma Kally sentiva il ritmo del respiro di Dante contemporaneo al battito del suo cuore. Avrebbe voluto avvicinarsi, stringerlo e baciarlo, ma sapeva di non poterlo fare. Non l’aveva ancora perdonato. Se non fosse stata così orgogliosa sarebbe stato tutto più facile...
Mentre pensava non si era accorta che Dante le si era avvicinato. Un passo. Un’altro passo. Ora erano ad un metro di distanza, quasi come nella pista da ballo. “Ehi Kally” sussurrò lui. “Non agitarti, ok?” “Non sono agitata” Kally era consapevole di quanto la sua voce risultasse poco convinta, ma non riusciva a fare di meglio. Dante le si avvicinò ancora un po’ ma era buio, e per sbaglio le toccò una mano. “Oh, scusa”.
Kally non resistette e gliela strinse.
“Mi dispiace tanto Kally, per tutto. So che non mi vuoi perdonare, ma io ti amo. Non so perché mi sono fidanzato con Grace, forse solo per convincermi che tu non contavi nulla per me. Ma ho capito che è il contrario. So che le cose tra noi non sono state perfette, ma io non ho mai smesso di amarti e ti amerò sempre. Non è questo tutto ciò che conta?”

Capitolo 27

In un attimo Kally gli prese il viso, e lo avvicinò al suo. Sentiva la bocca di Dante fremere, cercando la sua. Lei si alzò in punta di piedi e sfiorò le labbra con quelle di Dante, un tocco leggero che sarebbe diventato qualcosa di più se Grace non avesse aperto la porta dello stanzino all’improvviso. Kally si tirò indietro dal bacio proprio mentre Grace li vedeva, piena di rancore.
“Il tempo è scaduto. Uscite”
Poi prese Dante a braccetto. “Tu vieni con me”

Dante capì che Grace non aveva visto lui e Kally che si stavano per baciare perché non era furiosa. Smise di trascinarlo e lo fissò negli occhi. “Dante, cosa avete fatto tu e Kally in quello stanzino? Quando vi ho visti lei si è mossa di scatto, come se stesse per fare qualcosa”
“Niente. Abbiamo chiacchierato e basta”
“Di cosa?”
“Ma niente, Grace. Dai, andiamo a finire i giochi”

Kally si sentiva strana dopo aver parlato con Dante. Lui si era scusato, ma lei l’aveva perdonato davvero? Il suo cuore le diceva di sì. Sentiva, che dopotutto, forse l’incubo che aveva da mesi stava per finire. Si sentiva quasi sollevata. Ora nulla le avrebbe più impedito di stare con Dante... tranne una persona.
La persona in questione in quel momento stava tenendo Dante per mano, quasi sfidando Kally a obiettare che lui fosse suo: Grace era perfida e furba. Non se lo sarebbe lasciato rubare così facilmente.
E poi c’era anche Pablo...
Ma Kally non stava pensando a quelle cose in quel momento. Era troppo ubriaca.
Però sorrise lo stesso, perché aveva capito che qualcosa era cambiato, dopotutto.

“Il prossimo gioco è obbligo o verità! Sediamoci in cerchio” Grace aveva riacquistato la sua spavalderia. “Forza! Venite tutti”
Kally si unì al gruppo e si sedette vicino a Tina. “Ehi Tina, come va con Kevin?” “Bene! Alla grande. Ma Kally, cosa avete combinato tu e mio fratello in quello stanzino? Mi sembri... diversa”
Kally voleva rispondere, ma il gioco stava per iniziare. “Comunque Tina, se capitasse a me fare un obbligo sai che ti farei baciare Kevin, vero?”
Tina aveva un sorriso paurosamente furbo. “Se lo fai non sai cosa farò fare io a te, Kally...”


Capitolo 28

Avevano iniziato da pochi minuti, ma già si respirava un’aria piena di elettricità. Gli obblighi erano scomodi le verità molto interessanti... Tina aveva fatto qualche verità e Kally un obbligo. Grace aveva già dovuto baciare sulla guancia due ragazzi, ma Dante sembrava tutt’altro che geloso. Continua a guardare Kally, che non riusciva a smettere di sorridere guardandolo. Poi rideva con Tina, ancora sotto l’effetto disorientante della discoteca.
Ad un certo punto fu il turno di Kevin. “Kevin, obbligo o verità?” Disse Dante. “Verità!” “Bene, allora... dovrai dire chi è la ragazza più carina in questa stanza!”
Kevin non esitò un attimo. “Beh, direi Tina”
Tutti applaudirono e Tina arrossì in modo quasi invisibile, ma Kally se ne accorse. Decise che era arrivato il momento.
“Ora faccio io! Tina, obbligo o verità?”
Come sperava Kally, Tina rispose obbligo.
“Dovrai dare un bacio sulla guancia a Kevin!”
Tina si alzò tranquilla, e andò verso Kevin, che la stava già guardando. Gli sfiorò la guancia con le labbra, ma mentre stava per appoggiarle Kevin si girò di scatto e Tina, che lo volesse o meno, lo baciò. Tutti esplosero in un’applauso e Kevin prolungò il bacio rendendolo più appassionante. Kally guardava Tina e sorrideva, felice per la sua migliore amica. Erano proprio una bella coppia. Quando si staccarono Kevin prese la mano di Tina, che era stupita e sorridente. “Tina, posso parlarti un attimo? Vieni fuori”. “Un secondo solo” disse Tina. “Ora tocca a me fare un obbligo. Kally, ti obbligo a baciare mio fratello!” Prese la mano di Kevin, soddisfatta. “Ora si che possiamo uscire!” E uscì dalla discoteca, lasciando tutti a bocca aperta.


Capitolo 29

Kally non sapeva se dover ringraziare Tina o dover essere arrabbiata a morte con lei. Ringraziarla perché desiderava quel momento più di qualsiasi altra cosa, essere arrabbiata con lei perché... perché mai? In effetti, aveva solo anticipato l’inevitabile. Come in trance si mosse verso Dante, mentre lui faceva lo stesso. Grace però si mise in mezzo. “Assolutamente no! Prima lo stanzino e poi questo? Vi ricordo che Dante ha una ragazza, e sono io!” Ma Lucy intervenne. “Grace, questo è il gioco. Se le regole non ti vanno bene puoi anche andartene” e ricevette applausi e approvazione dagli altri. Così Grace dovette sedersi, furiosa, mentre Dante si avvicinava a Kally e le prendeva il viso. Kally chiuse gli occhi, come quando si erano baciati sulla pista da ballo, ma stavolta era felice. Sentì il respiro di Dante sulle guance, la sua fronte sulla sua, finché Dante non annullò le distanze e la baciò davanti a tutti. E non era un bacio dato così per obbligo o banale, tutt’altro, era un bacio ancora più intenso di quello di prima, pieno di gioia, felicità e amore. Tutti applaudirono, come con Tina e Kevin (che intanto erano ancora fuori dalla discoteca e chissà cosa stavano facendo) e Grace si alzò dalla sedia, come se stesse per esplodere, si avvicinò a Dante e Kally e tentò di dividerli, senza però riuscirci: Kally si era avvinghiata a Dante, e ora si baciavano intensamente e abbracciati, come per ripararsi da una tempesta, quella tempesta che era Grace.
Ma nemmeno lei poteva rovinare quel momento, perché finalmente era tutto finito. Kally non avrebbe sofferto più, non lo avrebbe fatto più nessuno. Aveva sempre saputo che lei e Dante erano destinati e dopo tanta sofferenza i loro destini si erano uniti di nuovo, compensando tutte le lacrime e la rabbia e la gelosia e la tristezza di quegli ultimi mesi, che erano stati l’incubo peggiore di Kally. Ma ora c’erano solo lei e Dante, Dante e Kally. Kally che ora, finalmente, poteva concedersi di sorridere e amare come voleva fare da tempo.
Infondo non sapeva cosa sarebbe accaduto a quel punto: avrebbe lasciato Pablo? Lui avrebbe capito che lei non lo amava più? E Grace? Cosa sarebbe successo?
Aveva tante domande, ma nessuna risposta da dare. Eppure sapeva che, nonostante tutto, Dante sarebbe sempre rimasto con lei, e questo bastava per affrontare tutto il resto.


Capitolo 30

Kally si risvegliò in un letto che non era il suo in una casa che non era la sua, anche se le era familiare. Non avrebbe saputo dire che ore fossero.
Si girò e accanto a lei vide Dante, che dormiva ancora. Sorrise e gli spostò una ciocca di capelli dal viso, cercando di ricordare quello che era successo la sera prima: lei e Dante si erano baciati sulla pista da ballo, poi si erano quasi baciati nello stanzino e infine su erano baciati di nuovo ad obbligo o verità. A quel punto Grace furibonda aveva provato a dividerli, ma Dante aveva preso Kally in braccio e l’aveva portata fino alla sua macchina, con cui poi erano andati fino alla casa di lui. Il resto era solo una nube sfuocata nella sua memoria... sorrise.
Si alzò dal letto e si vestì, poi andò in cucina. Trovò Tina intenta a preparare la colazione. “Kally!” La salutò. “Com’è andata la notte da mio fratello?” “Beh, bene...” Kally sorrise. “A proposito, è tutto merito tuo. Niente di tutto questo sarebbe successo senza di te”
Tina sorrise, furba. “Io vi ho solo dato una mano, per il resto avete fatto tutto voi” rise. “E poi, tu hai fatto lo stesso con me. Come farei senza di te, Kally!” All’improvviso si era elettrizzata. “Dopo avermi baciata, e dopo che io ho detto il tuo obbligo, fuori dalla discoteca Kevin ha detto di essersi innamorato di me mi ha chiesto di essere la sua ragazza! E io gli ho detto di sì!”
“Tina, è fantastico!!!”
“Ora siamo tutte e due fidanzate!”
“Beh, in realtà io non ancora...” Kally sorrise. “Anche se beh, ormai quasi lo sono! Ma non ufficialmente. Dobbiamo ancora parlarne, non abbiamo fatto in tempo ieri sera”
“Già eravate troppo impegnati a sbaciucchiarvi”
“Ehi!” Kally si mise a ridere, e in quel momento si ricordò che Dante dormiva ancora. “Vado a svegliare tuo fratello. A dopo!” “Ciao amica! Ci vediamo più tardi” Tina le diede un bacio sulla guancia e sparì in camera sua.


Capitolo 31

Appena entrò nella camera Kally si accorse che Dante era sveglio, solo che non si era alzato. La vide. “Ehi Kally. Vieni qui”. Kally si stese affianco a lui, appoggiando la testa sulla sua spalla, il suo braccio sul suo petto che si sollevava e si abbassava lentamente. Chiuse gli occhi. “Allora, com’è andata la notte?” Dante le accarezzò una guancia.
“E me lo chiedi pure?” Kally sorrise. “È stata la cosa migliore che mi sia successa negli ultimi 5 mesi”.
Rimasero un po’ in silenzio, finché Kally non parlò.
“Ma Grace? Come farai con lei?”
“Oggi andrò a parlarle. La lascerò, sperando che non mi uccida”. Dante accennò un sorriso. “Scommetto che mi renderà la vita un inferno. Comunque c’è anche Pablo da sistemare, eh?”
“Non me lo ricordare...” Kally si sistemò meglio sulla sua spalla e gli prese la mano. “Pablo... non l’ho mai amato, in fondo. Amavo solamente te. Ma non lo riuscivo ad ammettere a me stessa”
“Con Grace è stato lo stesso, sai? Ma alla fine il mio amore per te è stato più forte. L’amore vero vince sempre, no?”
Kally lo guardò negli occhi.
“Ce ne sono di cose da sistemare. Ma farò tutto quello che è necessario se ci sarai tu con me”.
Come risposta Dante la baciò, e Kally sorrise sulle sue labbra.
Non aveva più dubbi. Era questo l’amore.
Era questo. Tutto quanto. Era ciò che univa, ciò che divideva, ciò che rendeva così speciale ogni singola cosa. L’amore era la cosa più bella che ci potesse essere in quel mondo, ciò che rendeva tutto così vivo. Tutto per amore veniva creato e tutto per amore veniva distrutto. Aveva un potere enorme e poteva fare qualunque cosa. Era pericoloso, se ci pensavi bene. Ma allo stesso tempo era qualcosa a cui nessuno poteva rinunciare.
È così l’amore. Ci rende vicini, ci rende lontani. Ci rende una cosa sola, o due cose totalmente diverse. E quando lo provi, puoi stare certo che non te lo dimenticherai mai. E ci fa piangere, soffrire, morire dentro, sentire a pezzi, ma allo stesso tempo ci fa sentire vivi. Più di qualsiasi altra cosa. È per questo che lo vogliamo provare, per questo che ci innamoriamo. Per sentirci vivi. Per sentire quella sensazione che solo l’amore può darci. Sperando che vada tutto bene. Ma anche se a volte ci spezziamo il cuore, ci riproveremo sempre un’altra volta. Come qualcosa di irrinunciabile. E anche se cadremo sempre nella stessa trappola, ci sentiremo ogni volta come se fosse la prima.
L’amore. Così facile, così complicato. Così vicino, così lontano. Come il modo in cui fa sentire le persone. Come il modo in cui nel tempo ha fatto sentire Kally e Dante. Così vicini, così lontani.
Eppure non ci rinuncerebbero mai. Perché nonostante gli alti e i bassi, l’amore è il motivo di tutte le nostre azioni. E non possiamo farne a meno. Nemmeno se lo vogliamo.
E ci fa volare. E ci fa schiantare.
Vicini alla gioia, ma allo stesso tempo lontani, perché vicini alle delusioni che non finiranno mai.
Così vicini,
così lontani.






   
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